MINESTRA D’ORZO TRENTINA (firmata Nonna Lina)
#quellavera

MINESTRA D’ORZO TRENTINA (firmata Nonna Lina)

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Ingredienti

Modifica la quantità di persone:
150 g Orzo decorticato
60 g Fagioli borlotti secchi
350 g Patate
150 g Carote
2 coste Sedano non troppo grandi
100 g Verza o cavolo cappuccio
5 cm Porro
1 Piedino di maiale pulito
80 g Pancetta affumicata 1 fetta spessa con la cotenna
2 l circa Acqua
400 ml Latte
q.b. Sale
Cuisine:

Perché le tradizioni devono rimanere, a prescindere dalle nuove tendenze;)

  • 2 ore e 30 minuti (più il tempo di ammollo)
  • 6 Porzioni
  • Facile

Ingredienti

Intro

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LA MANESTRA DE ORZ

Siamo nel cuore dell’inverno e le temperature si sono abbassate di molto (e per fortuna) almeno qui da me. È veramente difficile che il termometro superi i due o tre gradi, quindi in qualche modo si dovrà pur scaldarsi.                                                                                                           E cosa c’è di più rigenerante e godereccio che farlo attorno ad una tavola, magari la sera, quando è buio già da un po’ e la fame è alle stelle.

Si avrà sicuramente bisogno di mangiare un piatto delizioso, magari anche sano ma comunque nutriente e ricco, perfetto per l’inverno. Benissimo: io e la Nonna Lina vi mettiamo tutti d’accordo. VAI CON LA MANESTRA DE ORZ (la minestra d’orzo, ma quella vera).

E cosa intendo per quella vera? Se siete venuti ancora in Trentino l’avrete probabilmente assaggiata. E la mia domanda sorge spontanea: dove l’avete assaggiata? In un ristorante fighetto, magari in versione moderna, in un osteria, in una malga, oppure in casa di una vecchia signora del paese?                                                                                                                                                                                                                                                    Sta di fatto che ormai è raro mangiare la minestra di orzo che si faceva una volta. Spesso è una zuppa molto semplice a base di verdure e orzo perlato, nulla più. E se vi va bene potreste trovare dei pezzi di carne affumicata dentro, ma è molto raro.

ARRIVA LEI PERÒ

Ma la Nonna Lina corre in vostro soccorso e vi svela la ricetta della minestra d’orzo “de sti ani“, ossia la versione di un tempo, quella originale, tramandata di generazioni in generazioni. La minestra che si preparava tutti i pomeriggi per la cena, e se avanzava se la riscaldava la mattina per colazione, prima di andare nei campi o a far pascolare il bestiame.

GLI INGREDIENTI GIUSTI

Si parte da verdure povere e resistenti, quindi le poche che si coltivavano in Trentino causa il clima rigido e a dir poco mite. Quindi porro, carote, le patate, i fagioli secchi borlotti (ma anche altri piccoli fagioli andranno benissimo), verza o capuss (il cavolo cappuccio) e l’immancabile orzo.                                                                                                                                                                                                                Attenzione però: niente orzo perlato, quindi raffinato e che cuoce prima. Quello richiesto per la vera ricetta è quello decorticato, quindi più rustico e integrale, infatti conserva una maggior quantità di crusca e preziosi minerali, grassi e vitamine. In effetti un tempo non si puliva eccessivamente il cereale dalle parti esterne e questo prometteva ai contadini maggiore potere saziante e sopratutto più salute.

QUELLI CHE LA RENDONO AUTENTICA

Ma ciò che caratterizzano maggiormente la minestra d’orzo di una volta sono due ingredienti: il piedino di maiale affumicato e il latte.             So che alcuni di voi rimarranno impressionati dal piedino ma è pur sempre una parte del maiale, come le costine, il prosciutto, la lonza. Fatevelo pulire dal vostro macellaio per comodità (rimuovendo anche i possibili peletti) e sarete certi di avere un prodotto pulito e salubre.   Ora però si fatica a trovare il piedino affumicato, quindi vi consiglio di acquistarlo fresco (e molto probabilmente dovrete ordinarlo dal vostro macellaio perché è una parte raramente richiesta) e assieme a questo aggiungete nella zuppa una fetta spessa di pancetta affumicata. Non vi accorgerete nemmeno di questa modifica.

Il latte invece aggiungetelo a mezz’ora dalla fine della cottura. Darà maggior corposità e gusto a questo patrimonio storico di montagna.

CLICCA QUA SOTTO PER LA VIDEO RICETTA;)

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  Procedimento

1
Fatto

L'ammollo

Pesate i fagioli secchi e l'orzo e fateli ammollare anche nella stessa ciotola per almeno 8 ore fino ad un massimo di 18, coprendo il tutto con dell'acqua. Noterete un aumento di volume degli ingredienti grazie alla loro idratazione provvisoria.
Questo step potrà svolgersi tranquillamente a temperatura ambiente.

Passato questo tempo scolate i legumi e l'orzo e tenete da parte.

2
Fatto

Le verdure

Mondate tutte le verdure e tagliatele a pezzetti abbastanza piccoli: sedano, carote e patate a cubetti, verza e porro a fettine piuttosto sottili.
Nel frattempo mettete a bollire in una pentola capiente i due litri d'acqua

3
Fatto

La cottura

Nella pentola con l'acqua che sfiora il bollore versate l'orzo e i fagioli ammollati e subito dopo tutte le verdure tagliate a pezzi. Coprite con il coperchio e lasciate cuocere per circa 20 minuti.
Come potete vedere non c'è il soffritto, ma questo prevede la tradizione: il burro si doveva vendere mentre l'olio non si trovava nemmeno nelle botteghe dei commercianti.
Ma tranquilli, perché dopo i 20 minuti la zuppa verrà arricchita con il piedino di maiale e la fetta spessa di pancetta.

Salate, coprite con il coperchio ma mantenendo comunque un leggero sfiato, e lasciate cuocere la minestra per circa 1 ora e mezza, mescolando ogni tanto se necessario.

E mezz'ora prima del termine della cottura aggiungete anche il latte.
Il risultato finale sarà cremoso e ben legato. Una delizia insomma.
Provare per credere

4
Fatto

CONSIGLI:

Siete obbligati a farne il doppio del solito, un po' perché è talmente buona che manco due piatti a testa saranno sufficienti per appagarvi, ma sopratutto perché così la potrete riscaldare il giorno dopo. Sarà ancor più la fine del mondo.

Servite il piedino di maiale e la pancetta su un tagliere e spezzettate le carni al centro del tavolo, così poi tutti si riusciranno a servire con facilità. (per il piede di maiale basterà tagliarlo a metà per il lungo e poi a pezzetti)

Se proprio non volete rinunciare al formaggio vi consiglio di tagliare a pezzetti del formaggio vaccino stagionato, ancor meglio se di malga, e farlo sciogliere nella minestra. Evitate grana e parmigiano, non per essere campanilisti, ma perché non si abbinano con questo piatto.

Fatemi sapere se questa ricetta vi è piaciuta e se la proverete.
Vi consiglio naturalmente anche di guardare il video all'inizio della ricetta, per avere una visione ancor più dettagliata della ricetta.
Noi, come sempre, ci vediamo alla prossima.

Un abbraccio
Davide;)

Davide

Mi chiamo Davide, amo cucinare e parlare di cucina. Seguimi e ti svelerò alcune delle mie ricette...

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